75 anni fa le donne italiane conquistavano il diritto al voto

30 gennaio 1945

Fu mosso allora; il 30 gennaio 1945, il primo passo verso il suffragio femminile. il Consiglio dei ministri in quel giorno di 75 anni fa, deliberò la “concessione” del diritto di elettorato attivo e passivo, che avrebbe poi portato al Decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio dello stesso anno. Il decreto fu emanato il giorno dopo, il 31 gennaio, “Estensione alle donne del diritto di voto”, si intitolava, con buona esclusione, però, delle minori di 21 anni e delle prostitute.

In una Italia ancora monarchica e sugli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale, fu dovuta alla pressione di Togliatti (Partito Comunista) e del democristiano De Gasperi, quella lungimirante riunione del Consiglio dei ministri che conferiva il diritto di voto politico e amministrativo alle donne. Una svolta che, in ogni caso, era dettata da un momento storico in cui una Nazione come la nostra non poteva più sottrarsi ai richiami di una certa modernità.

L’estensione porta la firma di Umberto di Savoia e fu solo un anno più tardi che le donne ebbero la possibilità di essere anche elette, oltre che eleggere.

Le italiane, quando realmente sono andate a votare?

Il 2 giugno del 1946, le prime elezioni politiche in Italia, quando la popolazione fu chiamata a votare a favore del referendum istituzionale monarchia-repubblica. Ma — in realtà — già qualche mese prima, alcune donne andarono alle urne per le amministrative comunali. In quell’occasione furono elette le prime due donne sindaco della storia: Ada Natali (a Massa Fermana) e Ninetta Bartoli (a Borutta).

 

 

le prime donne sindaco

Ci sembra giusto, visto che furono elette nel 1946 ricordarle tutte: Ninetta Bartoli, Elsa Damiani, Margherita Sanna, Ottavia Fontana, Elena Tosetti, Ada Natali, Caterina Tufarelli Palumbo Pisani, Anna Montiroli, Alda Arisi e Lydia Toraldo Serra.

Ninetta Bartoli fu eletta in maniera quasi plebiscitaria a Borutta, piccolo centro in provincia di Sassari nel marzo 1946.Il suo incarico durò dodici anni e fu molto amata dai cittadini e dalle cittadine di Borutta. Come tutti ricordano “amministrò con grande rettitudine morale, in modo appassionato ma con estremo rigore intellettuale e con un’onestà adamantina”. È morta nel suo paese nel 1978

Ada Natali è stata alla guida del piccolo comune di Massa Fermana in provicia di Fermo. Era nata il 5 marzo del 1898 e fu sindaca dal 1946 al 1959.Tra le tante cose realizzate, istituì subito le colonie estive che, oltre ad essere un’occasione di svago per ragazzi e ragazze dei ceti più poveri, assicuravano loro ogni giorno “un piatto di minestra”. Nelle elezioni politiche del 1948 si presentò come unica candidata comunista delle Marche e fu eletta alla camera dei deputati.È morta il 27 aprile del 1990.

 

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