In scena al Ditirammu “Victoria Station” e “Il bicchiere della Staffa”. Borruso: «Nessuno di noi è salvo dalla solitudine e dall’odio»

A 30 anni esatti dall’esordio con la regia del suo maestro Perriera, Gigi Borruso ritorna a Harold Pinter.
In scena dal 6 dicembre al Ditirammu, uno spettacolo che porta in scena “Victoria Station” e “Il bicchiere della Staffa”, due short play del drammaturgo inglese Premio Nobel per la letteratura 2005. Un viaggio esistenziale e politico dentro l’alienazione e la violenza del nostro mondo.

In “Victoria Station” l’alienazione dell’individuo prende vita in un dialogo notturno tra un tassista e l’addetto del radiotaxi, in una notte come tante in cui si dispiegano le architetture di una solitudine pressante. Nel secondo atto, “Il bicchiere della staffa” è la denuncia politica a conquistare la scena, la rendicontazione di meccanismi di potere tipici dei regimi totalitari, la manipolazione del linguaggio, la sopraffazione fisica, finalizzata all’annientamento dell’individuo e alla sua omologazione, pena la morte.

Le scene, asciutte ed essenziali, calano lo spettatore in uno spazio claustrofobico e alienato, come i suoi personaggi, immersi nelle gabbie delle proprie illusioni esistenziali. Il linguaggio, tra pause e accelerazioni, ironia e crudeltà, è il fil rouge delle due brevi pièce.

Borruso nei panni di Nicolas, a trent’anni esatti dal suo esordio con la regia di Michele Perriera, da’ vita a un personaggio feroce, dall’ironia nera, il gerarca.  «Con questo spettacolo – spiega il regista – metto insieme due testi apparentemente distanti fra loro. Il primo più sfuggente, surreale e ironico. Il secondo terribilmente cupo, livido e perfettamente conchiuso»

«Ma in entrambi i testi – continua Borruso – dentro ogni parola, corre una corrente che annuncia il deserto, che ci avverte che nessuno di noi è salvo dalla solitudine e dall’odio, dalla minaccia, dall’ossessione del controllo. Un brivido parla alle nostre pulsioni, all’ambiguità delle nostre relazioni e poi alla nostra coscienza. Occorre uno sforzo d’immaginazione per non naufragare».

Dopo il debutto in prima assoluta di venerdì 6,  lo spettacolo verrà replicato sino al 15 dicembre. Ad affiancare il regista e attore palermitano sul palco: Dario Frasca e due giovani attrici Alessandra Guagliardito e Lucrezia Orlando.  Valentina Console cura le scene e i costumi.

Maria Vera Genchi
foto di: Rossella Puccio

 

Facebooktwittergoogle_plusmail

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.