Le 5 Giornate di Messina del 1848: in lotta per l’indipendenza

   Fin dalla sua fondazione, il Comitato Vespro 2019 ha orientato il proprio cammino prevalentemente sul presupposto che la storia siciliana può diventare un terreno di lotta politica, nella misura in cui la si libera dal travisamento e dalle falsificazioni imposte dal sistema coloniale. La storia ufficiale altro non è che una strategia di conservazione, elaborata mediante la revisione istituzionale delle memorie autentiche di un popolo; in quanto tale, essa rappresenta uno dei più solidi fondamenti del colonialismo. La cancellazione e l’alterazione della nostra storia ha avuto come inevitabile corollario la rimozione di quegli episodi storici nei quali si è chiaramente espressa la volontà di indipendenza e di libertà del popolo siciliano. Combattere il colonialismo, allora, deve anche significare distruggere le sue distorsioni della storia.

   Ribadendo questo orientamento, il Comitato organizza, dopo quella del 30 marzo a Palermo e del 16 giugno a Randazzo, un’iniziativa volta a celebrare uno dei momenti più significativi della lotta popolare contro gli invasori e il dispotismo borbonico. Il 7 settembre prossimo si svolgerà a Messina una manifestazione pubblica che intende far uscire dall’oblio le Cinque Giornate messinesi (3-7 settembre 1848), culminate nell’eroico sacrificio di alcuni Camiciotti i quali, dopo aver combattuto strenuamente contro l’esercito borbonico, persero la vita nel tentativo di coprire la fuga dei loro compagni. Le vicende messinesi si inquadrano nella rivoluzione siciliana del ’48, che ebbe inizio nel gennaio di quell’anno e in breve tempo si diffuse in ogni parte dell’isola. Il Governo Rivoluzionario insediato a Palermo emanò un Nuovo Statuto, sulla falsariga della Costituzione del 1812, e non tardò a proclamare la Sicilia “Stato indipendente e sovrano”. Al contrario di quanto riportato dalla storiografia colonialistica, che considera il ’48 come un primo passo verso l’unificazione nazionale, le Cinque Giornate di Messina segnano un momento straordinario della secolare lotta dei siciliani per l’Indipendenza dell’isola.

   Col richiamare alla memoria quell’episodio della nostra storia, il Comitato si pone l’obiettivo di debellare l’alienazione identitaria che blocca i siciliani in una soffocante dipendenza mentale e psicologica dal regime coloniale. Ricordando lo spirito libertario e indipendente dei siciliani, si intende riconsegnare loro l’autostima e il rispetto di sè, che i colonizzatori fanno di tutto per sopprimere.

Fonte: Comunicato Stampa

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