IL 30 MARZO A PALERMO PER UN NUOVO VESPRO

Lunedì di Pasqua 1282, Palermo, piano della chiesa di Santo Spirito. I gendarmi angioini cominciarono a perquisire la gente che era andata lì per la tradizionale (anche allora) gita di pasquetta ma uno di essi, un certo Drouet, si azzardò a perquisire anche una bella dama mettendo le mani dove non doveva e, quindi, scatenando l’ira del marito e dei presenti che, seduta stante, strappatogli la spada, lo uccisero. Si narra che questa fu la scintilla che diede vita alla memorabile rivolta del Vespro. La sera stessa a Palermo cominciò la caccia la francese; la rivolta si estese anche alle altre città dell’Isola e fu una vera e propria carneficina: l’oppressore angioino fu annientato e la Sicilia liberata.
Il prossimo 30 marzo, 737° anniversario della rivolta del Vespro, a Palermo avrà luogo una celebrazione e una manifestazione. Alle ore 12:00, proprio nella chiesa di Santo Spirito, all’interno del cimitero di Sant’Orsola, sarà celebrata una messa commemorativa mentre nel pomeriggio, per le 16:00, è previsto il raduno in piazza croce dei Vespri – sotto il cui suolo, si narra, furono seppelliti gli angioini uccisi dai palermitani – dei partecipanti al corteo che attraverserà la via Sant’Anna, la via Roma, svolterà a sinistra per il Cassaro, a piazza Villena (Quattro Canti) svolterà a destra per via Maqueda e raggiungerà Piazza Verdi (Teatro Massimo), dove ci sarà un momento conclusivo all’interno del quale saranno eseguiti gli inni “Suoni la tromba e intrepido” e “Matri Terra”.
La manifestazione è nata su Facebook, dove un gruppo di persone ha creato l’evento al quale hanno aderito una trentina di associazioni, movimenti, gruppi e organizzazioni di vario genere che hanno messo su un vero e proprio comitato organizzatore. E’ atteso l’arrivo di gente da tutta la Sicilia perché ci sono molte organizzazioni che hanno sede in altre province. Molte le adesioni anche da parte di singoli cittadini. Gli organizzatori tengono a sottolineare che l’evento ha un duplice significato: quello storico-celebrativo, per mantenere viva la memoria e la conoscenza della storia siciliana, e quello legato all’attualità: anche oggi, come nel 1282, la Sicilia sembra oppressa da una ‘mala signoria’, tant’è che molti giovani sono costretti a partire per poter trovare lavoro, e questa manifestazione vuole anche essere un segnale di insofferenza del popolo siciliano, un segnale da mandare ai politici locali e nazionali (non a caso non è gradita – fanno sapere gli organizzatori – la presenza di politici e simboli appartenenti a partiti italiani o che con essi collaborano). E’ arrivato, forse, il tempo per un nuovo Vespro?

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