La Giunta propone al Consiglio comunale il nuovo regolamento per la gestione dei beni confiscati alla criminalità

Un nuovo regolamento comunale per la gestione dei beni confiscati è stato ap-provato dalla Giunta comunale e proposto all’approvazione del consiglio comunale.

Con la delibera n. 26 del 30 gennaio 2019 la Giunta ha approvato questo nuovo regolamento per la disciplina e l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata che necessitava di un aggiornamento dal momento che il precedente, approvato con la delibera di Consiglio comunale n. 88 del 22/07/2010 era stato approvato prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 159/11 che disciplina in maniera organica le modalità di utilizzo dei beni confiscati alla criminalità.

Il nuovo schema di regolamento, predisposto dal segretario generale Daniela Amato e proposto al Consiglio rispondente al dettato normativo del decreto legislativo 159/00 e alle sue ulteriori modifiche attuate dalla legge 161/2017, è formato da 27 articoli e detta i principi e l’ambito di applicazione, la tipologia di soggetti che possono richiederne la gestione, l’utilizzo per fini istituzionali, per finalità sociali e anche per finalità lucrative con le concessione a titolo oneroso, e anche le regole in caso di concessione per emergenza abitativa.
Detta inoltre le regole per la procedura di assegnazione e la stipula dei contratti ed i criteri per i divieti di concessione nonché le condizioni sanzionatorie.

Tra le altre novità, all’articolo 27 tra le norme finali, comma 2 si legge: “i beni confiscati, nel rispetto delle vigenti disposizioni normative, possono formare oggetto di amministrazione condivisa secondo quanto previsto dal regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani approvato con la deliberazione di consiglio comunale n, 18/2018”.

Quest’ultima novità permetterà di siglare patti di collaborazione con i cittadini anche per i beni confiscati. Sembra che non esistano attualmente esperienze simili in Italia.

Tutto verrà coordinato come sempre dall’ufficio gestione beni confiscati alla criminalità organizzata che potrà avvalersi del supporto di altri uffici, nel caso del catalogo dei beni comunali coordinandosi anche per i patti con l’ufficio amministrazione condivisa.

Marina Mancini

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