«Abdellah Aldo Aid, martire per l’amore e la libertà» il portico di piazzale Ungheria prende il nome del clochard ucciso

La dedica di un amico su un foglio di carta è stata accolta dal Comune e diventerà presto una targa di marmo. Così il portico di piazzale Ungheria dove Aldo viveva, insieme al gatto Helios e qualche coperta, prenderà il suo nome.
Il clochard, un pittore 56enne di origini francesi, era stato trovato privo di vita intorno alle 4,30 di lunedì 17 dicembre. Sanguinante, con una profonda ferita alla testa, tutto lasciava pensare ad una aggressione.

I sospetti su alcuni ragazzini che giravano nella zona erano stati avanzati da alcuni amici del senzatetto, in particolare da un bengalese, al quale Aldo lasciava il gatto quando si assentava. «Un piccolo gruppo di zingari lo disturbava tutti i giorni» racconta l’uomo. Poi mercoledì i carabinieri avevano fermato un sedicenne di origini rumene.

Interrogato tutta la notte, il ragazzo ha ceduto confessando il delitto. Al PM ha raccontato di avere colpito il senzatetto con una spranga, spiegando che la sua intenzione non era quella di ucciderlo, ma stordirlo momentaneamente, per derubarlo. Nel portafoglio l’uomo teneva solo poche decine di euro. Per il giovane è scattato un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura dei minorenni. Ad incastrarlo, le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Domani alle 10, nella chiesa di piazza San Francesco di Paola, i funerali di Aldo, organizzati dal Comune di Palermo. “Questa tragica morte ha suscitato grande emozione in città, così come tante manifestazioni di affetto – afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – Ricordarlo e ricordarne la semplicità, la dignità e la delicatezza con cui ha vissuto ci sembra un atto doveroso, che sono certo sarà condiviso da tanti.”

Maria Vera Genchi

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