“Il Genio e il Mito” al Bistrò del Teatro Massimo. Un progetto che parla di arte, cultura e sociale, prendendo vita con la mostra personale di Gesualdo Prestipino

“Il Genio e il Mito” al Bistrò del Teatro Massimo.  Un progetto che parla di arte, cultura e sociale, prendendo vita con la mostra personale di Gesualdo Prestipino, raffinato scultore ennese che ha anche esposto al Louvre

S’intitola “Il Genio e il Mito” il progetto – pensato e promosso da Tiziana Di Pasquale e Gilda Sciortino in collaborazione con Mauro Todaro e Marcella Li Brizzi – che si apre  alle 18 di venerdì 20 Luglio nel giardino del Bistrò del Teatro Massimo con  la mostra personale di Gesualdo Prestipino, raffinato scultore ennese, classe 1933, i cui bronzi sono stati esposti anche al Museo del Louvre, nel “Salone de la Societé Nazionale Des Beaux Arts”, uno dei tanti spazi in cui le sue opere sono presenti raccontando la storia e l’arte di un artista aperto, curioso e caparbio, per il quale fondamentale è “…produrre e poi ancora produrre opere in ogni genere, ricercare, sperimentare, ma soprattutto partorire dopo anche lunghi travagli nuovi temi capaci di stupirmi e mettermi in dubbio. Questo è il mio quotidiano”.

Un percorso artistico, quello di Prestipino, che ha inizio nel lontano 1964 e che lo vede raccogliere nel tempo innumerevoli successi, dei quali non ha mai amato vantarsi. Una tale riservatezza, un animo alimentato da quell’umiltà che profuma di valori profondi, che ne hanno determinato la grandezza riconosciuta ovunque.

Nel luglio del 2004 ha inaugurato a Pergusa un gruppo bronzeo di grandi dimensioni raffigurante “Il Ratto di Proserpina”, il cui originale in gesso si trova al Museo di “Villa Cattolica” a Bagheria, accanto alle opere di grandi artisti del Novecento come Renato Guttuso. Arte che, proprio in quest’ultimo caso, si fonde armonicamente: nel 2008 il noto compositore ennese Sebastiano Occhino musica proprio l’opera “Il Ratto di Proserpina”, ulteriore dimostrazione che “…la caratteristica cifra stilistica,  cioè la linea ondulata manifesta nelle fasce che avvolgono le sue figure, esprime il movimento,  l’energia vitale che ci investe” (Anna Maria De Francisco, Giornale di Sicilia).

Le opere di Gesualdo Prestipino sono presenti anche al MACS – Museo d’arte Contemporanea Sicilia – di Catania, così come ancora a Bagheria, al Museum, con il bronzo “Figure” che sintetizza le caratteristiche più evidenti del suo linguaggio stilistico. Ha, poi, portato la sua arte a Montreal e Mississauga, partecipando ad altre esposizioni in Francia e nella stessa Italia. Ma sono solo alcune delle tappe di un percorso artistico inarrestabile, che nasce ogni giorno nel suo laboratorio dove pensa, ricerca e libera nell’aria l’energia artistica di un maestro come lui, capace di lavorare come pochi la materia, rendendo in tal modo reale e manifestando concretamente la potenza dei sogni.

Una grandezza, la sua, che non poteva non approdare in un grande tempio dell’arte come il Teatro Massimo, nel cui giardino, venerdì pomeriggio sarà presentata questa personale composta da 6 opere imponenti, maestose, grandiose (una è un trittico bronzeo formato da tre sfere) realizzate in diversi materiali – bronzo, iuta, forex e plex – più altre 13 opere bronzee di dimensioni più ridotte. La KoreBaccoDemetraIl Ratto di PersefoneIfigeniaGli Amori di ZeusPolifemo….. sono solo alcuni dei personaggi che hanno ispirato Prestipino e che si potranno ammirare in questa occasione, trascinando chi le ammirerà in un mondo mitologico pieno di fascino e mistero.

Il Genio e il Mito” parte con questa suggestiva mostra, attraverso la quale Prestipino racconta il “Mito” di Enna con Cerere da sempre legata al “Genio” di Palermo, quest’ultimo rappresentato dalla famosa statua collocata al centro della fontana di Villa Giulia.

Alla carriera di Gesualdo Prestipino si brinderà il 20 luglio insieme a lui, rendendogli omaggio attraverso diversi significativi momenti che, nella stessa serata, celebreranno la sua arte.
A introdurre la serata sarà la voce fuori campo di Roberta Rizzo, critico e storica dell’arte che lo narrerà poeticamente.

Il corpo e la sua plasticità, quasi a rifarsi alla duttilità dei materiali utilizzati dal maestro e alla sua capacità di modellarli a piacimento, sarà rappresentato dallaCompagnia di danza “Venecràcrea” diretta da Renata Carnevale. In scena: Maria Aiello, Emanuele Cantatore, Miriam Caruso, Francesca Di Franco e Noemi Filippone. A rendere ancora più speciale la serata una voce come quella del cantautore Giuseppe Di Bella, la cui musicalità alimenta una sicilianità che si nutre anche di fado portoghese,  canzoni d’autore e sonorità popolari del Sud America.

Fotografo ufficiale dei tre eventi sarà Mario Virga, mentre le riprese video saranno a cura di SiciliaunoTV.

Un ringraziamento particole alla CNA regionale.

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