Palazzo Reale: celebrata la lingua siciliana nella Giornata delle lingue locali

Mercoledì 17 gennaio, in occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, si è svolto a Palermo, presso la Sala Gialla di Palazzo Reale, il “Pomeriggio Celebrativo della Lingua Siciliana”.
L’evento, organizzato dall’Accademia della Lingua Siciliana,  ha visto intervenire nel corso del pomeriggio  il prof. Massimo Costa, docente della Facoltà di Economia all’Università di Palermo ed esperto di storia siciliana, il poeta Giuseppe Gerbino e il prof. Alfonso Campisi, docente di Filologia Italiana e Romanza all’Università de La Manouba di Tunisi. Tra un’intervento e l’altro,  le poesie composte e recitate da Euranio La Spisa, Rita Elia e Arcangela Rizzo con a tema la lingua siciliana.

Più di cento persone, tra poeti, scrittori, studiosi e appassionati di siciliano, sono accorsi a Palazzo Reale per rendere omaggio all’idioma parlato nell’isola.

“Molti mi chiedono perché scrivo in siciliano piuttosto che in italiano – ha affermato Gerbino nel suo intervento – Il fatto è che io penso in siciliano! E quando scrivo non sto rappresentando la mia lingua ma la mia identità” .
Il prof. Campisi nel corso della sua relazione ha svelato alcuni aspetti poco conosciuti sulla presenza di comunità siciliane a Tunisi, dove alla fine del XIX secolo è sorta una cittadella chiamata “Le Petit Sicile”, oggi La Goulette.
Il console di Tunisia, Jalel Ben Belgacem, con un intervento in francese, ha portato i saluti dalla nazione sull’altra sponda del Mediterraneo, ricordando i legami tra Sicilia e Tunisia.
Nel corso della conferenza, il prof. Campisi ha raccontato  come è nata la prima cattedra al mondo di Lingua e Cultura Siciliana, da lui instituita lo scorso anno all’ Università de La Manouba.

Nell’intervento conclusivo il prof. Massimo Costa ha voluto evidenziare il passato di lingua ufficiale del siciliano. “Una carenza storica apparente del siciliano è il suo uso prettamente lirico e artistico; dico apparente perché in molti sconoscono la lunghissima tradizione del siciliano in prosa”. Il docente dell’Università di Palermo, si è soffermato sull’uso politico, amministrativo e scientifico del Siciliano nel Regno di Sicilia,  partendo dall’analisi di alcuni antichi testi di ragioneria. Nel XIV e nel XV secolo la lingua siciliana veniva usata per redigere gli atti e le comunicazioni amministrative del Regno, esistevano grammatiche, dizionari, opere in prosa, traduzioni dei poemi greci e latini e tant’altro.

Al termine del pomeriggio, l’Accademia della Lingua Siciliana ha rinnovato i suoi organismi eleggendo a Presidente il dott. Giuseppe Petix e come vice Presidente il dott. Marco Lo Dico.

Maria Vera Genchi

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