Il setaccio critico di Paolo Battaglia La Terra Borgese su Franco Catapane

opera: “Renovatio” - 2015, acrilico su tela, cm 30 x 20, Museo civico Giandalia

La ricerca critica, nell’arte – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – è un’attività umana tutta particolare, che si occupa di descrivere l’opera d’arte in esame e che ha due scopi principali. Uno è quello di riconoscere nell’opera i misteri della natura, l’altro è quello di scoprire fino a che punto l’uomo può servirsi delle proprie doti e dei fenomeni della natura per portare a un livello più alto l’interesse degli altri al proprio ambiente artisticamente espresso, al fine sia di elevare il proprio tenore di vita nel senso anche spirituale, sia di fare un uso sempre migliore dei metodi e delle tecniche che consentono il raggiungimento dell’arte.

“Renovatio”, acrilico su tela di Franco Catapane, è come un enorme rompicapo a mosaico incompleto: la figura, una volta completata idealmente, riuscirà a spiegare tutto quanto c’è da sapere sul dipinto? A differenza di altre forme di conoscenza e di esperienza, il dato critico all’arte, una volta determinato esattamente nella forma e nella sostanza, solamente si aggiunge a quello di altri, e solo se risultati precedenti, come avviene per i dati scientifici, sono stati annotati con la massima esattezza possibile. Dunque lo scopo della comunicazione dell’opera d’arte è, per definizione, la promozione di una reciproca intesa. Ed è grave invece la tendenza dilagante a ridurre gli individui a spettatori più o meno passivi.

L’artista in genere si preoccupa soprattutto di comunicare quello che sente e che ha provato, con “Renovatio”, Catapane si occupa unicamente di provocare nell’osservatore determinati sentimenti. L’opera, modernissima, cela la maestria e la conoscenza. Il bruno che padroneggia il dipinto è figlio del simbolismo cromatico stabilito dalla Chiesa medioevale, e significa la totale rinuncia alle cose terrene, così come il bianco speso alle nuvole significa santità, l’azzurro del cielo e le ali rappresentate astrattamente con la postura in uno agli elementi architettonici significano il Paradiso. Ma è l’assoluta perfezione del seno che lascia stupefatti, di una tale bellezza da non fare scorgere nemmeno con la mente l’evidente assenza della testa: inaudita altera parte: preso dagli istinti, all’uomo viene meno la ragione, la testa che conduce alla deità.

Gli effetti della luce sono stati attentamente esaminati e usati per raffigurare il corpo come qualcosa di più di uno specchio delle emozioni e dell’intelligenza umane. Catapane raffigura bene la bellezza fisica quale simbolo della perfezione morale e spirituale. Aristotele riassunse così: “L’arte completa quello che la natura non può portare a termine; l’artista ci rende noti i fini che la natura non ha raggiunto”.

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