“Il guardiano del silenzio”: Filippo Barbaria inaugura la sua prima mostra fotografica

filip2Nella suggestiva cornice del Castello arabo normanno di Cefalà Diana, in occasione della collettiva d’arte internazionale “Gli artisti incontrano la magia e i colori di Cefalà Diana”,  l’amministrazione comunale, il sindaco Marco Albiano e il direttore artistico Roberto Guccione ospitano la prima mostra fotografica del giovane fotografo dianese Filippo Barbaria. “Il guardiano del silenzio”, visitabile dal 16 al 21 agosto, racconta la natura nei suoi mutevoli aspetti: atmosfere cangianti, luci dirompenti, ombre che acuiscono i contrasti rivelando le forme ed esaltando i colori. Fotografie che parlano di silenzio, di meditazione. Barbaria nei suoi scatti, sottolinea volutamente i contrasti presenti in natura,  specchi dell’animo umano “a volte forte e dirompente come un fulmine, altre vlte fragile e delicato come una ragnatela”. In occasione della mostra, abbiamo raggiunto il giovane fotografo talentuoso per una breve intervista.


Quando e come è iniziata questa tua passione per la fotografia?
La mia passione per la fotografia è iniziata all’età di 18 anni quando mi fu regalata la prima macchina fotografica, una Fujifilm per la precisione. Due anni più tardi acquistai la mia prima reflex e da lì non mi sono più fermato!

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Mi piace principalmente la natura e le sue continue metamorfosi. Sto lì ad attendere il momento giusto per immortalarla. Mi attrae anche la street e la fotografia di ritratto.

 
Come ci si sente ad allestire la prima mostra proprio nel castello di quello che è il tuo paese natale, luogo che hai sempre ammirato e fotografato?
Allestire una mostra nel mio paese natale è sempre stata una priorità. Un pallino che da qualche anno mi assillava: avevo tutto pronto già da tempo nella mia mente. Farla al castello poi è qualcosa di emozionante, perché per me è un luogo magico e pieno di energia! Un luogo che ha visto crescere il mio spirito.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Nell’ultimo periodo la mia attività fotografica é un po calata. Allestire una mostra con tutte le suo problematiche porta inevitabilmente a concentrarti solo ad essa. Ma la mia macchina fotografica cammina sempre al mio fianco durante i miei viaggi. É una compagna di cui non posso fare a meno!

Questa tua passione ti ha permesso di viggiare, vivere delle esperienze particolari? 
A febbraio del 2017 ho deciso di partire ed approfondire il mio approccio alla fotografia. Il mio viaggio più lungo e lontano da casa è stato alle Isole Canarie. Ho avuto la possibilitá di visitatare per lavoro Lanzarote e Fuerteventura.  Ci sono stato quattro mesi. Ho firmato un contratto con un agenzia che mi ha dato la possibilità di lavorare come fotografo all’interno di hotel e villaggi stupendi. Ho imparato molti aspetti della fotografia che prima non conoscevo, ho acquisito piú sicurezza e rapidità.

 
Raccontami qualche aneddoto legato alle tue esperienze fotografiche
Molte sono state le avventure in giro per le isole… Durante i giorni liberi trascorrevo le mie giornate in escursione in luoghi affascinanti. Ricordo un particolare di queste lunghe giornate fotografiche: mi trovavo a Fuerteventura, precisamente nella localitá di Costacalma, decisi di attraversare l’isola a piedi da una costa all’altra. Dopo un faticoso cammino durato 3 ore nella sabbia desolata tra corvi e capre, mi sono imbattuto in uno degli spettacoli più suggestivi della mia vita: scogliere a strapiombo, stormi di gabbiani in volo, onde gigantesche che si scagliavano nelle roccie scolpite dall’erosione! La mia permanenza nel luogo è durata fino al tramonto e penso di avere scattato migliaia di foto sensa sosta, non ho percepito realmente il passare del tempo…. è stata un’avventura memorabile!

A chi ti ispiri quando fotografi? Hai qualche grande nome della fotografia come riferimento?
La mia fotografia è imprevedibile, molto legata al mio stato d’animo. Non mi ispiro a nessuno. Ho sempre fotografato con lo stesso occhio. Non conoscevo nessun fotografo prima, e adesso che sono passati quattro anni continuo ad avere lo stesso approccio di prima! Con più competenze tecniche, ma la mia fotografia è rimasta immutata.  Sicuramente gli artisti che più mi hanno affascinato sono Sebastiao Salgado, e la sconosciuta Vivian Maier.


Nel futuro come ti vedi? Un photoreporter alla Steve McCurry? Un phototartis come Ansel Adams? Un ritrattista sulla scia di Annie Leibovistz?
Il mio “futuro” è sempre stato improbabile, non ho mai avuto aspettative particolari… Ho attraversato momenti difficili preoccupandomi del futuro, del lavoro, ma ho capito che tutto si presenterà con calma e le possibilità arriveranno da sole. D’altronde non avrei mai pensato che un giorno si sarebbe potuta presentare la possibilitá di esporre una mia mostra personale!

 

Maria Vera Genchi
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