FICARAZZI IRRICONOSCIBILE E SENZA ANIMA DELUDE ANCORA! RISCHIO SERIO DI RETROCESSIONE ALL’ORIZZONTE CONTINUANDO SU QUESTA STRADA SENZA USCITA

Sarebbe bello se tutti i sacrifici venissero ripagati” fa sorridere, per non piangere, la dichiarazione sui social di una pallavolista del Ficarazzi accompagnata da un “mi piace” di una altra compagna che avalla il proprio appoggio incondizionato verosimilmente riconducibile alla partita persa del Ficarazzi in casa. 16640589_1465968036760741_4834549759578685359_nLa verità, forse, è un’altra! Molte atlete che giocano nel Ficarazzi, oltre ad esser la brutta copia di se stesse e, conseguentemente, irriconoscibili qualcuna sembra esser arrivata al capolinea a livello non solo di motivazioni e di efficienza fisico atletica bensi a livello mentale poiché prive di quel carattere necessario a queste categorie. Non si spiegherebbe altrimenti il modo amorfo, a tratti abulico e l’inerzia sugli attacchi sferrati dall’avversario che li trova talora statici ed altri, in interventi sconclusionati e imbarazzanti. Or dunque! Per non offendere animi suscettibili ai quali sembra additarsi la spada di Damocle, sottacere è meglio che infierire! Chi vuol intendere, intenda! Un coltello che fende il …burro non è elegante in questo momento! Giovani magari senza esperienza ma responsabili, questa volta, di una sufficienza disarmante che deve farle riflettere. Ma non sono le sole, la responsabilità di tutte le altre che hanno fatto anche la serie C è davvero imbarazzante! Un sestetto senza anima e reazione caratteriale. L’alibi ingiustificato e tacito riconducibile all’assenza della palleggiatrice Simona Tilotta trova, pertanto, il denominatore comune: la mancanza di reazione, la mancanza di una dignità sportiva, l’attaccamento alla maglia. Di contro, reagisce la caparbia e stoica Valentina Stassi che rincorre tutti i palloni per il rifornimento alle ali impotenti a sfiancare la difesa avversaria. Cosi la palleggiatrice lotta, in modo inedito, su ogni pallone difendendo bene in seconda linea rischiando anche di infortunarsi in analoghe dinamiche accadute domenica scorsa a Simona Tilotta, in tribuna con le stampelle in attesa di una risonanza magnetica. In stampelle anche Carmelo Filippone subito in panchina dopo appena ventiquattro ore, a dirigere la squadra ricevendo come risposta dalla squadra la mancata capacità di eseguire le direttive ricevute. Una ostinatezza inspiegabile nella sequela degli errori che evidenzia ancora una volta, nella sua pienezza, che la testardaggine 16684132_1465968143427397_3962457187212919992_ne la mancanza di attenzione qualche dubbio ragionevole sulla reale capacità di talune atlete a stare in questa categoria. La società aspetta adesso solo il risultato di domenica prossima a Monreale oltre alla reazione di gioco e di carattere. In caso contrario, saranno prese decisioni forti alle quali l’allenatore Carmelo Filippone , persona perbene e professionale dovrà giocoforza prendere atto vista la pochezza caratteriale di molte atlete. Il subentro di qualche altra giovane, anche senza esperienza, dai vivai non scandalizzerebbe certo e ripagherebbe i sacrifici di chi opera all’interno della società ricevendo ingratitudine, superficialità e mancanza di rispetto. Se, pertanto, la squadra ha deciso in cuor suo di dover retrocedere, si faranno giocare conseguentemente le giovani anche a costo di rivoluzionare la squadra e guardare al futuro in modo diverso ma sicuramente proficuo per un percorso lontano .

Franco Comparetto

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