CARABINIERI: SERVIZIO ANTIDROGA NEL QUARTIERE BALLARO’. SEQUESTRATI 200 PANETTI DI HASHISH PER UN PESO COMPLESSIVO DI CIRCA 15 KG, DUE ARRESTATI

thumbnail_licari-pietro thumbnail_schulz-giuseppePALERMO: i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Verdi nell’ambito di un servizio antidroga realizzato nel quartiere Ballarò, hanno arrestato per detenzione di spaccio di sostanze stupefacenti, LICARI Pietro nato a Palermo, classe 1966, ivi residente e SCHULZ Giuseppe, nato in Germania, classe 1965 residente a Palermo. I Carabinieri, all’interno di un appartamento, in via Trappettazzo, posto al secondo piano e composto da tre stanze, hanno rinvenuto una piantagione indoor dismessa con 10 lampade alogene adagiate in terra, diversi vasi in plastica, diverse bottiglie di  fertilizzante ed un aeratore, un condizionatore, nonché resti di sacchetti in plastica di colore bianco tagliati in più parti con i quali solitamente viene effettuato il confezionamento della sostanza stupefacente.

All’interno dello stesso appartamento e nei vari locali di cui è composito, i Carabinieri hanno ritrovato ben 158 panetti di hashish per un peso complessivo di  circa 11.5 kg.

Dagli accertamenti dei militari si è evinto che l’appartamento risultava essere sotto la proprietà del LICARI che, peraltro, abita con la famiglia al primo piano della stessa palazzina. All’interno di un magazzino di pertinenza della dimora abitata, esattamente nel ballatoio del primo piano, i Carabinieri hanno ritrovato, dentro un sacco in stoffa, altri 36 panetti di sostanza solido-resinosa di colore marrone per un peso di circa 3.6 kg.

Ed infine, a seguito della perquisizione domiciliare, nell’abitazione familiare e precisamente nella camera del cognato SCHULZ i Carabinieri hanno ritrovato la chiave con cui si apriva il magazzino in menzione e che il LICARI aveva dichiarato di avere perso. Tutta la sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro ed inviata al laboratorio della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Palermo per gli accertamenti qualitativi e quantitativi.

I due cognati, invece, sono stati tratti in arresto e condotti al carcere “Pagliarelli” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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