Referendum Costituzionale: Le ragioni del Si dell’Onorevole Salvo Lo Giudice

Qualche giorno fa si è svolta la prima Assemblea Regionale di Sicilia Futura. Proprio in tale occasione abbiamo incontrato il deputato Regionale all’ARS On. Salvo Lo Giudice al quale abbiamo chiesto di spiegarci le motivazioni che lo hanno portato a votare SI al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Ecco cosa ci ha testualmente risposto.

Onorevole perchè voterà SI alla riforma costituzionale che si attuerà mediamente il referendum del 4 dicembre?

I perché del mio Si alla riforma costituzionale che si attuerà mediamente il referendum del 4 dicembre si possono così riassumere:
Voterò Si perché la nostra pur splendida, carta costituzionale, non verrà assolutamente intaccata nella sua parte iniziale, quella cioè nella quale risiedono i principi ed i valori fondamentali. Di contro ha bisogno di un adeguamento al cambiamento nella parte che regolamenta gli aspetti organizzativi, nonché il rapporto stato regioni proprio perché è palesemente e profondamente cambiata la realtà.
Voto Si perché il bicameralismo è solamente un pesante ed opprimente retaggio di un passato che non esiste più, oltre che voluto in un momento storico in cui necessitava immaginare una modalità con cui i padri costituenti riuscirono a trovare la giusta mediazione tra le diverse anime politiche dell’Italia nella fase post seconda guerra mondiale, ed oggi rassegnato ad essere uno strumento di ostruzionismo che serve solo a rallentare l’iter parlamentare.
Voto Si perchè consapevole dell’inutilità di un organismo come il CNEL di cui credo che buona parte della popolazione non sappia nemmeno cosa faccia, e non tanto per ignoranza ma piuttosto per inoperosità dello stesso.
Voto Si perché ritengo che su alcune materie in particolare, non si possono delegare alle Regioni competenze che creano disuguaglianze e enormi disparità tra le diverse aree della nostra Italia.

Ed infine, me lo lasci dire, voto Si perché ritengo il premier un decisionista, uno che finalmente si assume delle responsabilità un soggetto credibile della nostra politica. In ultimo rivolgendomi a chi voterebbe No solo per vedere annientato Renzi senza entrare nel merito vero e proprio della riforma, a loro dico che votando No intanto non è detto che si liberino di Renzi, per fare questo dovranno esprimere democraticamente il loro voto alle elezioni politiche, di contro però si ritroverebbero ancora saldamente attaccati alla loro poltrona politici della prima e seconda Repubblica corresponsabili del disastro economico, morale, sociale e politico in cui il nostro paese è sprofondato.

Carmelo Pantano




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