Una notte al pronto soccorso: lunghe attese, pazienti ammassati e lasciati per ore sulle barelle

Palermo 11.11.2016 – Al triage del Buccheri La Ferla a Palermo è un caos. Malati in balia di se stessi, accuditi dai parenti che trascorrono le notti in piedi o a terra: “Siamo abbandonati, è un incubo”. Anziani lasciati per ore sulle barelle, in attesa di assistenza. Di chi è la responsabilità? Manca il personale è dei presenti in pochi sono competenti e tolleranti con gli ammalati. A pagare sono sempre i cittadini.

Ma quale emergenza è un vero incubo. Lo scenario del Pronto Soccorso del Buccheri La Ferla, è infelice e i commenti dei pazienti sono tutti simili tra loro. Il corridoio pieno di barelle, aria irrespirabile, i lamenti di dolore sono continui sotto gli occhi degli addetti ai lavori.

Abbiamo toccato con mano una notte al Pronto Soccorso del Buccheri La Ferla, queste le parole di un nostro lettore che spiega la sua odissea della notte appena trascorsa. La madre soffre di coliche renali e in balia del dolore viene portata in ospedale in ambulanza dai sanitari del 118. (Ore 21.55) Arrivati in ospedale il medico che ha effettuato il triage, stabilisce che venga assegnato il Codice Giallo. Premettiamo che i pazienti con codice giallo come di norma devono essere visitati entro 20 minuti, ma ci rendiamo subito conto che non sarà così, dato che prima della signora ci sono ben sette codici giallo che da ore sono in attesa.

I familiari della paziente circondati dall’indifferenza dei sanitari chiedono di poter avere un contenitore in quanto la madre ha senso di vomito. Una tirocinante fornisce all’ammalata un sacco della spazzatura biodegradabile,che al solo odore c’è da “Schifarsi”……..

In tutto ciò, è già passata un’ora e nessuno dei codici Giallo è entrato e non ci sono giustificazioni dato che nessun codice rosso si é presentato. A questo punto uno dei figli della signora chiede spiegazioni direttamente al medico del Triage che gli risponde testualmente ” Cosa vuole da noi, stiamo lavorando, se non le sta bene la invitiamo ad andare in Direzione Sanitaria a lamentarsi”, da qui un acceso diverbio verbale tra i due che si placa con il medico che volta le spalle al familiare non curante delle lamentele dicendogli ” Io sto lavorando”. Ma invece non è così, infatti il nostro lettore ci fa vedere il video da dove si evince che il medico è intento a chiacchierare con dei suoi amici all’interno della saletta del triage seduti comodamente sopra una barella.

(Ore 23,30) E mentre il medico intrattiene i propri ospiti, è la Guardia Giurata a svolgere compiti prettamente di competenza dei sanitari, come rispondere alle richieste dei malati accompagnandoli se il caso anche in bagno. 

Siamo giunti alla mezzanotte e dei codici gialli ne è entrato solo uno. Diversi pazienti continuano a trovarsi nel corridoio letteralmente accampati. Non viene assicurato né il decoro, né la privacy a chi si trova in stati di salute precaria e questo conferma la presenza di gravi disfunzioni che finiscono per coinvolgere proprio la salute dei pazienti che non trovano nessuna idonea assistenza sanitaria».

E’ pur vero che il personale medico, infermieristico ed ausiliario lavora in una situazione di estremo disagio in relazione alla continua esposizione a situazioni di superlavoro che ormai sono la regola ma  è anche vero che ci sono medici che non svolgono professionalmente il proprio lavoro. 

Regna sovrana «l’incapacità cronica nel risolvere i problemi come, ad esempio, i tempi di attesa biblici del pronto soccorso con pazienti sulle barelle o nelle stanze  adiacenti ed ora addirittura accampati nei corridoi dei reparti, attendendo per ore di essere visitati.

Giunti alle 00:20 il nostro lettore decide di andare via dopo quasi tre ore senza che la madre sia stata visitata.

Ci chiediamo se anche questo non si possa chiamare Malasanità.




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