Marco Mineo, cuore e grinta del Josè Mourinho bagherese

Il grillo parlante ha incontrato Marco Mineo, 36 anni allenatore del Bagheria città delle ville.

marco-mineo-310x311Marco, sposato con Anna, ha due meravigliosi bambini Milena di 4 anni e Mattia di 11 mesi. Responsabile presso una struttura alberghiera, Marco Mineo si è sempre distinto per la sua signorilità e umiltà; per chi lo conosce non è difficile entrare in empatia con lui e chiacchierare come si fa con un amico di vecchia data. Se non fosse per la giovane età si potrebbe definire un uomo di altri tempi. Figlio d’arte, il papà giocava nella Stella Rossa per poi allenare per tanti anni.

Dal Futsal al calcio a 11 quali sono state le difficoltà maggiori?

Dal futsal al calcio le difficoltà sono state minime, perché forse io venivo dal calcio e mi sento di esser stato “prestato” al futsal, con apprezzabili risultati.

Allenare una squadra dove hai iniziato la tua carriera, quali  emozioni vivi?

Sono molto coinvolto da questa esperienza sia emotivamente che professionalmente. Ho sempre sognato di allenare il Bagheria e sto cercando di dare il massimo affinché la Bagheria calcistica possa eccellere. Dormo un po’ meno e magari un po’ di gastrite ma ne vale la pena. 

Nel calcio dilettantistico non sempre si conosce bene l’avversario che si va ad incontrare, quindi diventa fondamentale la lettura della partita. Come gestisci queste situazioni ?

Era molto più difficile prima dell’avvento dei social. Adesso bene o male ci conosciamo tutti. Diciamo che però la lettura della partita a tutti i livelli, anche in serie A deve essere una dote importante. Io spero di averla ma soprattutto spero di usare sempre il buon senso nelle scelte che faccio e in ciò che trasmetto. 

Nella gestione dei calciatori, sostanzialmente un allenatore deve essere anche psicologo. Come ti rapporti con i tuoi giocatori?

tosto-caffeBeh posso garantirti che è molto difficile fare l’allenatore. Non tutti siamo uguali ed ognuno di noi ha bisogno di un sostegno diverso. Io sono uno che vuole che il gruppo venga prima di tutto e lavoro sempre in questa direzione. Le regole sono fondamentali e tutti devono sentirti parte integrante di un progetto.

Quale è il tuo credo calcistico? Mi riferisco al modello di gioco che preferisci. 

Io lavoro sperando di poter tenere la palla più degli avversari. Più abbiamo la palla meno soffriamo. Almeno dovrebbe essere così. Sui sistemi di gioco sono molto flessibile, dipende dai giocatori che ho a disposizione e quindi di conseguenza cerco di sistemarli nel miglior modo possibile. Nel Bagheria stiamo giocando con tre giocatori offensivi; o con un 1-4-3-3 o con 1-4-3-1-2. Di base i principi sono sempre gli stessi.

logo-bagheria-n1C’è nella tua squadra un giocatore che vede in futuro in una squadra professionista?

Non ti faccio il nome ma credo che uno dei più giovani abbia caratteristiche tali da poter pensare di fare il calciatore.

 

Qual’è il tuo ricordo di Mister Del Noce, al quale sappiamo essere molto legato?

Il mio maestro. Sono stato nella sua scuola calcio dai 6 anni ai 16. Un maestro di vita oltre che maestro di calcio. Ricordo che ci imponeva delle regole che poi mi sarebbero servite nella vita, come la doccia dopo un allenamento o partita, come il comportamento durante una gara. Credo che il calcio abbinato ad un ambiente sano possa dare al bambino / ragazzo tanto dal punto di vista dell’educazione e dei rapporti sociali. E’ il maestro lo aveva capito bene.

Molti ti considerano il Mourinho del Futsal, che ne pensi?

Mi chiamano Josè i miei ex giocatori del Sant’Isidoro, perché l’anno che vincemmo il campionato di C 2 Mourinho vinceva il triplete. Ma era un nomignolo affettuoso che ancora mi porto dietro e che mi fa piacere. Alcuni di loro sostengono che sono bravo a tirare il massimo da qualsiasi giocatore, io dico che è perché mi vogliono bene.

Questa città è una bellissima città che merita anche una grande squadra, qual’è il futuro del calcio bagherese?

Questa è una bellissima domanda. Bagheria è un paese meraviglioso che però ha un difetto, non ha equilibrio. Oggi sei un fenomeno, domani sei una schiappa. Io penso che si possa costruite, che la società con a capo Domenico Prestigiacomo abbia voglia di farlo e che l’idea che stiamo portando avanti è molto positiva. Ma spesso viviamo di risultati e quindi per quanto le nostre intenzioni siano da elogiare, dipenderà da quello che riusciremo a fare in campo. Detto questo non c’è calcio senza stadio. E quindi lo stadio deve essere reso fruibile e deve essere migliorato da tutti i punti di vista. Insomma c’è la volontà di far diventare importante la Bagheria calcistica, ma abbiamo molto lavoro da fare.!!!!

Concludiamo con un pronostico. Chi vince lo scudetto in Italia, chi la Champions League ? 

In Italia vince la Juve. In Europa spero anche. Nonostante non sia juventino credo che la Juve abbia le carte in regola per vincere la Champions.

Mister Mineo coglie l’occasione per invitare tutti allo stadio domenica, per il derby “ infuocato” contro il Borgo Nuovo, anche da parte nostra un invito a sostenere la squadra.

Grazie Mister!!

Giusy Tempesta

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