Il Jobs Act una bolla di sapone . Incubo precariato aumentano licenziamenti e disoccupazione

Grazie all’abolizione dell’art.18 sono aumentati i licenziamenti ed eccoci finalmente al giro di boa. Il Jobs Act di Matteo Renzi che ha tanto decantato l’aumento delle assunzioni e la diminuzione della disoccupazione viene finalmente smentito dal dato che arriva dall’osservatorio sul precariato dell’Inps secondo il quale il calo delle assunzioni coinvolge soprattutto i contratti a tempo indeterminato, in flessione del 32,9% rispetto al periodo gennaio-agosto 2015 (-395mila unità). Pertanto si ripiomba nell’incubo del precariato.

Da gennaio ad agosto 2016, le assunzioni di datori di lavoro privati sono state pari a 3 milioni e 820mila, in diminuzione di 351mila unità (-8,5%) rispetto all’analogo periodo del 2015. Nel complesso delle assunzioni sono incluse anche quelle stagionali, pari a 447mila unità. In una nota ufficiale l’osservatorio dell’Inps spiega:

“Come già segnalato nell’ambito dei precedenti aggiornamenti dell’Osservatorio, il calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”.
Un trend osservabile anche nella contrazione del flusso di trasformazioni in contratti a tempo indeterminato (-35,4%).

Contratti a tempo indeterminato: il dato del primo semestre
Il campanello d’allarme però era già suonato ad agosto, con la pubblicazione del report mensile Inps sulle nuove assunzioni. Secondo l’ente, nel primo semestre del 2016 i nuovi rapporti di lavoro stipulati nel settore privato sono stati pari a 2 milioni e 572mila unità, in calo del 10,5% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Carmelo Pantano




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