Bagheria, ICRE: impianto comunale rifiuti ecologici

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Negli anni ottanta l’ICRE , industria chiodi e rete, è un “campo di sterminio” , così viene definito dal pentito di mafia Nino Giuffre’. Molti, hanno ricevuto “l’appuntamento” in via Neruda e non sono più usciti, se non attraverso le fogne dopo essere stati sciolti nell’acido.

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Forse è proprio per questo motivo, per l’interesse antropologico del sito, per il tanto decantato  “per non dimenticare” che è stato catalogato come bene di interesse culturale. Un luogo dove passare, riflettere e magari vergognarsi un po’.

Ma allo stato attuale cosa c’è di culturale in quello che sembra un deposito di rifiuti?

Il comune di Bagheria l’ ha definito un “eco stazione” , bene “il grillo parlante” invita i lettori a digitare sul motore di ricerca Google la parola “eco stazione”.
La definizione più comune la riportiamo di seguito per facilità di consultazione, lasciando alla ricerca personale del lettore la soddisfazione di togliersi il dubbio.
tosto-caffe“L’ecostazione è uno strumento fondamentale per attuare un raccolta differenziata dei rifiuti completa e responsabile.
 All’ecostazione, infatti, possono essere portati:
* rifiuti ingombranti dei quali ci si vuole disfare rapidamente (senza attendere il ritiro domiciliare)
* rifiuti per i quali non sono previsti servizi di ritiro porta a porta (es: sfalci e potature)j
* rifiuti pericolosi che hanno bisogno di un ciclo di smaltimento particolare (es: latte di vernice, neon, accumulatori e batterie, oli esausti).”

Leggendo quanto sopra, sembrerebbe che un eco stazione, non può ricevere indifferenziata, né tanto meno altri tipi di rifiuti, diversi da quelli sopra indicati ; inoltre gli addetti non possono, per ragioni di sicurezza, “differenziare” all’interno o ridurre il rifiuto consegnato.

Allora allo stato attuale cos’è l’ICRE? Può essere definito un luogo di stoccaggio di rifiuti? È possibile che come al solito, sia la “munnizza” a fare cultura all’interno della piccola Auschwitz bagherese?
Ai posteri l’ardua sentenza,agli abitanti della zona la felice presenza.

Giusy Tempesta

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