La cucina del Re Scorpione

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fb_img_1475503753286Marco Miuccio nasce a Messina, il 20 Novembre 1972; condannato ad essere Scorpione in età adulta, coltivando dolosamente la passionalità, che ne contraddistingue il segno zodiacale, si avvicina alla cucina da “gourmet”, con la voglia di ricostruire i sapori che lo incuriosiscono.
Orfano, troppo presto, dei profumi della tradizione familiare, inizia a spadellare per ricrearli, finendo in TV nel 2013, anno che lo vede tra i protagonisti della trasmissione televisiva “The Chef” – Scelgo e creo in cucina, in onda in prima serata su La5, dove mette tra gli ingredienti simpatia ed ironia, per una ricetta di sicuro gradimento.
Segretario della condotta Slow Food “Isole Slow Siciliane”, si prodiga per lo sviluppo eco-gastronomico del territorio, per la conservazione dei saperi e dei sapori che rischiano di andare perduti, all’insegna del “Buono, Pulito e Giusto”, con tanti progetti, tra i quali spicca quello degli “orti scolastici”, il primo dei quali è stato aperto nell’isola di Filicudi.
Attualmente è Comandante della Delegazione di Spiaggia di Salina, Ufficio minore del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera – nell’arcipelago Eoliano.

Da dove nasce la passione per la cucina?

Dalla golosità!
Un bravo cuoco, o meglio, un appassionato di cucina, quale io mi definisco, non può non amare il buon cibo, la convivialità, con un occhio attento alla tradizione ed uno aperto all’innovazione.. Ma senza esagerare!

20160215_115101-1-01Cosa significa fare cucina oggi?

Oggi è diventato un business!
Troppi divi.. Troppa spettacolarizzazione!
Ma per i comuni mortali restano ferme le regole di sempre!
Rispetto.. Sotto tutte le sue forme!
Per le materie prime, la stagionalità, i tempi di cottura, gli abbinamenti, gli equilibri, i contrasti!
Sacrificio.. E la maggior parte della gente non ha idea quanto ce ne sia dietro ad un piatto!
Prove, ricerca, fallimenti, investimenti, tutto per trovare la standardizzazione di un piatto che sia solo tuo!
Per un militare è già più semplice, basti pensare che all’interno di una cucina si definiscono “Brigata”!!!

20160827_134316-01Qual’e’ il tuo rapporto con le materie prime?

Subordinato!
È come quando si va in porto al rientro dei pescherecci, per chi ha la fortuna di poterlo fare.. Non si va a cercare una specie, ma a vedere cosa il mare ci ha regalato oggi!
Ecco.. La stagionalità è regina ed un bravo cuoco deve variare il proprio menù in base ad essa, non ai gusti di clienti capricciosi, che preferiscono mangiare melanzane di serra e non il broccolo di stagione, i soliti Tonno e Spada a fronte di una spatola, un’acciuga o un Capòne, così negletti, così perfetti!

Il piatto che hai creato e ti ha dato maggiore soddisfazione?

1432241842791L’ultimo!
Un pacchero con fichi caramellati nello zenzero fresco, con gamberoni rossi di Salina, Capperi di Salina – Presidio Slow Food – noci, finocchietto selvatico e fiori di basilico viola!

Quando vuoi fare felice una donna cosa prepari?

Amatriciana – Ricetta originale 1904 – senza aglio ne cipolla, la ricetta che mi ha portato in TV.

C’è uno chef al quale ti ispiri quando sei ai fornelli?

Non uno Chef, ma una Chef – Food Blogger, la bravissima Chiara Maci!
Non è di certo una “stella”, ma in quanto a creatività, familiarità e capacità comunicativa è una vera maestra!

Come vedi la cucina italiana tra 10 anni?

Nettamente divisa tra gusto e tradizione contro follia ed innovazione!

In previsione delle prossime elezioni negli Stati Uniti , quale piatto prepareresti per Trump e quale per la Clinton?

Li farei sedere alla stessa tavola, servendo ad entrambi un cous cous magrebino, di carne e verdure, molto speziato, insegnando loro che esistono altri profumi nella costa sud del mediterraneo, oltre a quello dei soldi e del petrolio!

1432241842791A dicembre sarà presentato a Catania il tuo libro, puoi darci qualche anticipazione?

“La mia Gita del quinto” è un presentuoso esercizio di stile.
Nato come sfida, é cresciuto sino a diventare interessante per chi mi ha chiesto di pubblicarlo!
Di chiara matrice ed influenza Camilleriana, detto con tutta l’umiltà e la deferenza necessaria per il Maestro, è una storia di uomini, di famiglia, di sicilianità e di cibo, con un finale che lascia spazio.. non solo all’immaginazione!
Un regalo a me stesso!
Il giusto mix tra quella gita mai fatta e quel figlio mai avuto!

Puoi salutare i lettori del “grillo parlante” con una ricetta a km zero?

Nel periodo della Lampuga (Coriphena Hippurus), localmente conosciuta come Capòne, vi saluto con il più classico dei filetti ammollicati al forno, con panùre arricchita con Capperi di Salina – Presidio Slow Food – pomodoro secco capuliàto a coltello e scalogno!
Spellate i filetti di Capòne, bagnateli nell’olio EVO e passateli nella panùre ricca, sopra descritta, a cui avrete aggiunto, sale, prezzemolo e pepe nero!
A seconda della grandezza del pesce, a forno già caldo, da 10 ai 15 minuti a 180°.. ed in ogni caso, usate la vista e l’olfatto, che non si sbaglia mai!
In abbinamento, giusto per “sgrassare”, un’insalatina di portulaca, meglio conosciuta come “purciddàna”, pomodoro, scalogno, noci, cucunci, con sale, olio ed aceto o limone, a seconda dei gusti!
Grazie a tutti e a presto!!!                                                                                                                                                                                                                                                          Giusy Tempesta

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