Lotta alla corruzione, si parte pure a Bolognetta

E' il quarto Comune siciliano che tutela chi denuncia illeciti nella pubblica amministrazione

Anche Bolognetta si attrezza al meglio per la lotta alla corruzione. La giunta comunale ha approvato all’unanimità la delibera che attiva all’interno della pubblica amministrazione il cosiddetto whisteblowing (letteralmente soffiare nel fischietto), la procedura che mira ad incentivare le denunce di presunti illeciti, proteggendo al contempo il segnalatore.

L’ok di Bolognetta, arrivato dopo le strenue pressioni degli attivisti del Movimento 5 Stelle, segue quelli di Castelbuono, Cinisi e Casteldaccia.

Soddisfatta la deputata alla Camera Giulia Di Vita, che da tempo sollecita i Comuni del Palermitano ad adottare il provvedimento. “A gran parte di questi – afferma  – ho inviato sollecito formale tramite pec, per agevolare il fondamentale lavoro di sensibilizzazione che i nostri attivisti portano avanti nei propri Comuni”.

Soddisfatta pure Irene Sclafani, attivista di Bolognetta che per mesi ha marcato stretto le istituzioni comunali prima di riuscire a fare breccia. “Ci hanno fatto penare – dice – per oltre un anno. Tutto si è sbloccato all’arrivo del nuovo vicesindaco, che, venuto a conoscenza della nostra proposta, si è attivato in tempi strettissimi per concretizzarla”.
In Italia ancora non esiste una legge che tuteli e stimoli la segnalazione di atti di corruzione all’interno della pubblica amministrazione o in un ente privato. “In attesa che la sospirata riforma della nostra Francesca Businarolo, attualmente impantanata al Senato, compia tutto il suo percorso e diventi definitivamente legge nazionale – dice la Di Vita – da qualche mese stiamo sensibilizzando i Comuni a dotarsi autonomamente di questo sistema: si troveranno così avvantaggiati con regolamenti interni già rodati quando arriverà l’ok del Senato. E i primi frutti di questo lavoro stanno cominciando ad arrivare. Stiamo inoculando un virus positivo che finalmente comincia diffondersi. Speriamo che al più presto diventi un’epidemia”

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